MICROESPRESSIONI FACCIALI PER I BAMBINI DANESI

Le Microespressioni Facciali sono una serie di micro movimenti muscolari codificati dallo psicologo Paul Ekman, che vanno a comporre un’emozione. Sono sette: felicità, paura, sorpresa, rabbia, disgusto, tristezza e disprezzo. L’uso di queste Micorespressioni viene spesso associato a casi criminali, in quanto sono un ottimo modo per capire cosa sta veramente provando una persona sotto interrogatorio. Di fatto, la loro fama è cresciuta molto dopo la serie “Lie to me”, col grande Tim Roth come attore protagonista. Ma questo, è l’unico uso che se ne può fare? Certo che no.

Ti fa comodo sapere se un tuo amico si finge felice? Capire se la tua ragazza, tua moglie, o tuo figlio sono tristi o arrabbiati? Le Microespressioni Facciali sono in realtà un ottimo strumento di empatia, che ti permette di creare migliori relazioni con chi ti circonda.  Prova ne è quello che fanno in Danimarca. Nel sistema scolastico Danese, c’è un programma nazionale obbligatorio che si segue fin dall’asilo e che si chiama Step by Step.

Ai bambini vengono mostrate immagini di coetanei che esprimono diverse emozioni: paura, tristezza, rabbia… Ovvero le sette emozioni primarie di Ekman, per intenderci. I piccoli descrivono le immagini e descrivono a parole quello che prova il bambino nella fotografia, imparando così a concettualizzare i propri sentimenti e quelli altrui. In questo modo imparano l’empatia, l’autocontrollo e come si leggono le espressioni del viso. Una parte importante del programma sta poi nel non giudicare quelle emozioni ma prenderle così come sono. Detto questo, ci tengo a ricordare per chi non lo sapesse, che i Danesi sono la popolazione col più alto grado di felicità nel mondo.

Saper capire gli altri, è il primo passo per andarci d’accordo.

Sonny Zanon

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